• 3 Aprile 2025
Itinerari

Immerso tra le affascinanti montagne del Matese, Cusano Mutri    è uno dei borghi più suggestivi della provincia di Benevento e dell’intera Campania. Con la sua posizione strategica, la sua storia millenaria e la bellezza intatta del suo centro storico, questo piccolo gioiello medievale rappresenta una destinazione perfetta per chi desidera un’esperienza autentica tra cultura, tradizioni e natura incontaminata.

Cusano Mutri è un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Il borgo si sviluppa su uno sperone roccioso, dominando il paesaggio circostante con i suoi vicoli stretti, le case in pietra e le antiche chiese. Passeggiando per le sue strade si respira un’atmosfera che rievoca epoche passate, quando il paese era un crocevia di popoli, culture e dominazioni.

Le radici di Cusano Mutri affondano nell’antichità, e alcune teorie storiche lo collegano all’antica città sannitica di Cossa, distrutta dai Romani durante le guerre sannitiche, tra il IV e il III secolo a.C. Anche se non esistono prove certe di questa identificazione, è indubbio che l’area fosse abitata già in epoca preromana, come dimostrano i numerosi reperti archeologici rinvenuti nel territorio.

La prima testimonianza scritta su Cusano Mutri risale al 490 d.C., quando Papa Felice III inviò un presbitero per celebrare le funzioni religiose nella cappella del castrum locale. Nel corso dell’Alto Medioevo, il borgo si sviluppò attorno a questa piccola chiesa e alla roccaforte, costituendo un insediamento difensivo che si consolidò con l’arrivo dei Benedettini nell’VIII secolo.

Durante il Medioevo, Cusano Mutri subì diverse dominazioni. I Normanni ne fecero un centro strategico per il controllo del Sannio, mentre successivamente il borgo passò sotto il dominio dei Sanframondo, dei Gaetani e infine dei Carafa, che lo governarono per lungo tempo. Il paese conobbe un periodo di fioritura tra il XV e il XVI secolo, quando furono costruite molte delle chiese e delle abitazioni in pietra che ancora oggi caratterizzano il centro storico.

Nel XVIII secolo, Cusano Mutri attraversò una fase di difficoltà economica dovuta alla crisi della transumanza e all’emigrazione. Nonostante ciò, il borgo mantenne intatta la sua struttura urbanistica medievale e oggi è considerato uno dei centri storici meglio conservati del Matese.

Il cuore di Cusano Mutri è un vero e proprio museo a cielo aperto. Passeggiando per le sue stradine in pietra, si possono ammirare edifici storici di grande valore e chiese che testimoniano la profonda spiritualità della comunità. Tra i monumenti più importanti vi sono:

· Chiesa di San Nicola (VII secolo d.C.): situata nel cuore del borgo, è caratterizzata da una struttura semplice ma affascinante. Al suo interno conserva una statua della Vergine del Rosario risalente al 1689 e una preziosa acquasantiera in pietra.

· Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (550 d.C.): è la più antica chiesa di Cusano Mutri e sorge nella parte più alta del paese, accanto ai resti di un antico castello medievale. L’edificio ha subito numerosi rimaneggiamenti nel corso dei secoli, ma conserva ancora il fascino delle sue origini.

· Chiesa di San Giovanni Battista: la più grande del paese, costruita in stile romanico con cinque navate e una torre campanaria imponente. Nel 1537 fu arricchita da un portale in pietra realizzato dal celebre artista Ferrante di Cerreto Sannita.

· Chiesa di Santa Maria del Castagneto: immersa in un fitto bosco di castagni, è uno degli edifici religiosi più suggestivi del borgo. Il suo interno ospita sculture in stile romanico-bizantino e una pala barocca raffigurante la Sacra Famiglia.

Cusano Mutri è un borgo vivo, che conserva con orgoglio le sue tradizioni secolari. Durante l’anno si svolgono diverse manifestazioni che attirano visitatori da ogni parte d’Italia, tra cui:

· L’Infiorata del Corpus Domini: un evento suggestivo in cui le strade del borgo vengono decorate con splendidi tappeti floreali raffiguranti motivi religiosi e artistici.

· La Sagra dei Funghi: la manifestazione più famosa di Cusano Mutri, che si tiene ogni anno in settembre e celebra la cultura gastronomica locale. Durante la sagra, i visitatori possono degustare piatti tipici a base di funghi porcini, assistere a spettacoli folkloristici e partecipare a escursioni guidate nel Matese.

· Il Carnevale Storico: un evento ricco di maschere tradizionali e rappresentazioni teatrali che rievocano antiche leggende locali.

Cusano Mutri non è solo storia e cultura, ma anche natura incontaminata e paesaggi mozzafiato. Il paese si trova nel cuore del Parco Regionale del Matese, un’area protetta che offre numerose opportunità per escursionisti e amanti delle attività all’aria aperta. Tra le mete più affascinanti vi sono:

· Le Gole di Caccaviola: uno spettacolare canyon naturale scavato dal torrente Reviola, con cascate e formazioni rocciose uniche. È uno dei luoghi più amati dagli appassionati di trekking e speleologia.

· Le Gole di Conca Torta: un itinerario suggestivo che attraversa formazioni rocciose erose dal tempo, creando paesaggi quasi lunari.

· Le Forre di Lavello: un canyon scavato dall’acqua tra Cusano Mutri e Cerreto Sannita, caratterizzato da pareti rocciose verticali e sentieri panoramici.

Per chi ama l’avventura, Cusano Mutri offre anche percorsi di canyoning, arrampicata e mountain bike, permettendo di esplorare la bellezza selvaggia del Matese in modi sempre nuovi e coinvolgenti.

Cusano Mutri è un luogo dove storia, cultura e natura si intrecciano in un equilibrio perfetto. Dalle antiche chiese ai vicoli medievali, dai panorami mozzafiato alle tradizioni popolari, questo borgo rappresenta una meta imperdibile per chi cerca autenticità e bellezza. Visitare Cusano Mutri significa fare un viaggio nel tempo, immergendosi in un’atmosfera unica che affascina e conquista ogni visitatore.

Autore

Nato a Solopaca (BN) 20 dicembre 1948. Diplomatosi nel 1966 all’ Istituto d’arte di Cerreto sannita (sez. ceramica), frequenta l’Accademia di Belle Arti di Napoli fino al terzo anno che lascia anzitempo poiché, essendosi nel frattempo abilitato per l’insegnamento di disegno e storia dell’arte, è nominato docente di materie artistiche nella scuola di Belgiojoso (PV). Oltre alla pittura, alla scultura e alla ceramica, dal 1976 si è dedicato alla critica d’ arte e alla storia. Nel 1977 porta alla ribalta due ignorati artisti del ‘700: Decio Frascadore (1691-1772) e Lucantonio D’ Onofrio (1708-1778). Appassionato sempre e profondo conoscitore dei problemi dell’arte, conta al suo attivo numerose pubblicazioni che riguardano l’arte dal periodo gotico al ‘700. Iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti ha collaborato fra l’altro dal 1980 al 2004 al settimanale beneventano “Messaggio d’ Oggi”