• 3 Aprile 2025
La mente, il corpo

La parola “narcisismo” proviene dal mito greco di Narciso. Secondo il mito, Narciso era un bel giovane che rifiutò l’amore della ninfa Eco. Come punizione, fu destinato a innamorarsi della propria immagine riflessa nell’acqua. Incapace di consumare il suo amore, Narciso “rivolge lo sguardo rapito nello specchio d’acqua, ora dopo ora”. Infine viene mutato in un fiore che porta ancora oggi il suo nome, appunto il narciso.

 I soggetti che manifestano narcisismo patologico sono tendenzialmente assorbiti da fantasie di grandiosità e successo illimitato. Spesso manifestano un bisogno quasi esibizionistico di attenzione e di ammirazione da parte degli altri. Inoltre, queste persone sono incapaci di riconoscere e percepire sia le valutazioni che i sentimenti degli altri . Tendono a sfruttare il prossimo per raggiungere i propri scopi, così come a disprezzare il valore dell’operato altrui. Forse, la caratteristica peculiare del narcisismo patologico è proprio la mancanza di empatia. Da questa deriva la convinzione che le proprie esigenze vengano prima di ogni altra cosa.

I narcisisti sostengono, inoltre, che il loro modo di vedere le cose sia l’unico giusto universalmente.Spesso, i narcisisti credono infatti che gli altri li invidino, ma sono ipersensibili alle critiche, ai fallimenti o alle sconfitte. Talvolta sviluppano attacchi di panico, si deprimono profondamente , quando vengono sminuiti o paragonati ad altri. Nell’immaginario collettivo il narcisista è una persona con un ego smisurato, egocentrico e auto centrato: in realtà i suoi comportamenti come l’auto-adulazione, il perfezionismo e la megalomania sono solo coperture per il disprezzo di sé e per l’incapacità di accogliere la propria vulnerabilità e fragilità, che non è in grado di ammettere e riconoscere, e che proietta verso l’esterno trasformandolo in critica verso gli altri.

I numeri sulle persone colpite dal disturbo narcisistico di personalità oscillano tra il 2% e il 16% nella popolazione clinica, mentre risultano meno dell’1% nella popolazione generale. Ne soffrono sia uomini che donne ma i dati mostrano che sono soprattutto gli uomini, bianchi, etero e occidentali a soffrirne: il 50-75% degli individui che ricevono questa diagnosi sono maschi.

La mancanza di un carattere empatico, l’incapacità di provare amore e la tendenza a manipolare le persone fino a distruggere la loro autonomia e la loro autostima sono le principali caratteristiche del narcisista.

Chi soffre di narcisismo spesso dà il peggio di sé all’interno delle relazioni sentimentali. All’interno di una relazione di coppia il narcisista vuole avere con la propria partner un rapporto di dipendenza e sudditanza, nel quale lui detiene il potere assoluto. Tende a sfruttare gli altri in qualsiasi ambito o situazione si trovino, dal contesto lavorativo a quello familiare. In famiglia il narcisista arriva agli episodi limite di violenza domestica contro il partner e gli altri membri della famiglia.

Nonostante passi il tempo a decantare i propri successi e capacità, il narcisista sente un forte e incolmabile senso di vuoto e abbandono, una grande insicurezza. Può piombare in uno stato di apatia, ansia o depressione, non appena si ritrova solo o se non riceve più la venerazione e l’ammirazione di qualcuno.

Diversi studi sostengono che la causa del narcisismosia da ricercare in esperienze precoci poco rassicuranti con le figure di attaccamento, a causa della quali il soggetto avrebbe reagito con un forte disinvestimento emotivo verso l’altro e rivolgendo le proprie attenzioni verso di sé o, ancora, atteggiamenti genitoriali tali da incentivare e premiare un’immagine grandiosa del sé del bambino. Un’altra ipotesi accreditata da diversi ricercatori, è quella che il bambino sia (o sia stato) vittima di atti di bullismo e umiliazioni, soprattutto da parte dei coetanei, e potrebbe, come conseguenza, tentare di vincere questo continuo attacco alla sua autostima sviluppando un senso di sé grandioso. Grazie alla terapia psicologica, è  possibile cominciare a lavorare su se stessi e su ciò che ha determinato un forte attaccamento a una relazione disfunzionale. Quindi guarire si può, ma bisogna volerlo ed essere consapevoli dei propri limiti.

Autore

Laureata in Giurisprudenza e pubblicista iscritta all’albo dei giornalisti. Ha lavorato presso casa editrice e collaborato in 4 testate giornalistiche sia nel Casertano che nel Beneventano. Proprietaria e direttrice responsabile della Testata giornalistica “Sannio Matese Magazine”, registrata presso il tribunale di Benevento, che ha come obiettivo informare, formare e valorizzare il territorio a cui è particolarmente legata del Sannio e del Matese. Presidente dell’Associazione Incanto, da lei stessa fondata, volta alla realizzazione di eventi culturali, sociali, editoriali, mirante principamente a collaborare con le scuole trattando temi socialmente delicati tramite la sensibilizzazione, attraverso il suo format da lei stesso idealizzato “Love Life”. Autrice di "Nuvole d'Estate" e coautrice di "Incantesimi e Magie dal Matese al Sannio"