• 3 Aprile 2025
Politica

La sinistra con Nicola Fratoianni sta rilanciando l’idea di “una patrimoniale sulle grandi ricchezze”. Il Pd ed il M5S naturalmente sono d’accordo, “ma a patto che sia internazionale, o quantomeno europea”.

E’ la vecchia idea pauperista e statalista del vecchio PCI aggiornata oggi dal PD di Elly Schlein e dal M5S di Giuseppe Conte, alla quale il vicepremier del governo di Destra-centro Antonio Tajani ha posto subito un deciso stop: “Finché ci saremo noi al governo non ci sarà alcuna patrimoniale”.

Su questo tema un filo rosso lega la sinistra ed una parte del mondo cattolico, che si è riunito nello stesso periodo presso la Casina Pio IV, sede della Pontificia accademia di Scienze sociali, nella Città del Vaticano. L’incontro su “Tax Justice and Solidariety” ha visto riuniti tra gli altri il Nobel Joseph Stiglitz e l’economista Gabriel Zucman, il presidente brasiliano Ignazio Lula da Silva, il premier spagnolo Pedro Sanchez. Unico italiano presente, Pasquale Tridico, eurodeputato M5S. Stiglitz dopo aver sottolineato che, al di là dell’efficienza economica, la tassazione dei super ricchi è una “questione di moralità”, ha proposto una “nuova architettura finanziaria globale”.

Quest’ultima ipotesi non è stata avanzata solo in Italia ma è emersa anche in Francia, prevedendo un contributo dei più ricchi. In Europa solo tre paesi tassano la ricchezza nel suo insieme: la Norvegia, la Spagna, e la Svizzera, il Belgio (i portafogli finanziari di un valore superiore a un milione di euro) e l’Olanda (tassa il patrimonio, esclusa la casa di prima residenza). Ciononostante ed essendo ripristinata l’operatività del Patto di Stabilità, l’idea di nuove tasse patrimoniali non sembra essere al centro del dibattito nazionale in altri Paesi europei, anche perché eventuali nuove tasse patrimoniali, secondo una recente relazione del centro studi del Parlamento europeo, potrebbero rivelarsi nei fatti una doppia tassazione, provocando fughe di capitale e scatenando nuove forme di evasione fiscale.

La ventilata tassa “patrimoniale”, che di tanto in tanto qualche sprovveduto demagogo propone e tenta di introdurre nel nostro sistema fiscale, tradisce una concezione statalista, mai completamente superata, di una certa parte politica.

Infatti anche in questa ultima occasione è tutta la sinistra a riproporre questo odioso balzello, diffondendo, oltretutto, all’interno del corpo sociale ulteriore veleno, quello dell’invidia di classe.

Eppure già nel passato si era dimostrata, oltre che inefficace, anche dannosa perché crea un clima di paura e di sfiducia trai risparmiatori, che pagano regolarmente le tasse; in quel ceto medio cioè che è stato già tartassato e distrutto nel corso degli ultimi anni e che ciò nonostante ancora sostiene quasi per intero il gettito dello Stato.

Proprio in vista della tutela di una gran parte del popolo italiano, decine di parlamentari del governo di Destra-centro hanno alzato un vero e proprio fuoco di sbarramento.

Come si vede cambia la leadership del Partito Democratico, già PDS partito della sinistra, ex Partito Comunista Italiano, ma la musica non cambia mai: aggravare cioè di tasse il popolo, colpire il ceto medio, “far piangere i ricchi” come si diceva un tempo. Della serie insomma: “facciamoci del male da soli” in una sorta di cupio dissolvi del tipo suicidio assistito.

Autore

Riccardo Pedrizzi già Senatore della Repubblica per tre legislature (trai vari incarichi: Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato) e Deputato alla Camera per una legislatura (Segretario della Commissione Finanze), attualmente cura le relazioni istituzionali per Associazioni Nazionali e grandi aziende. E' Presidente nazionale del Comitato tecnico scientifico dell'UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti). Ha svolto la professione legale ed è stato assistente universitario. E' stato dirigente di un istituto di credito. E' iscritto all'Albo dei Giornalisti. Editorialista di quotidiani e periodici, ha contribuito alla riscoperta ed alla diffusione della cultura tradizionale e conservatrice. E' direttore della rivista “Intervento nella Società”. Ha scritto libri sul pensiero cattolico e di economia e finanza.