• 3 Aprile 2025
Itinerari

Il Matese è una regione montuosa tra la Campania e il Molise ricco di borghi, Fiumi e Laghi. Due borghi matesini della provincia di Caserta, Prata Sannita e Pratella, hanno una storia abbastanza comune tra loro, come del resto molti altri piccoli comuni di quest’area, e un fiume, il Lete, che li accomuna. In realtà il fiume Lete, lungo circa 20 km, nasce nel comune di Letino e, oltre i due borghi già citati, attraversa anche il comune di Ailano per poi sfociare nel fiume Volturno.

Il Lete nasce per fenomeno carsico nel cuore del Matese a 1.028 mt sul livello del mare. Prima che fosse costruita la diga, agli inizi del ‘900, il fiume Lete s’inabissava in un profondo inghiottitoio del Caùto, ricco di stalattiti e stalagmiti per poi riaffiorare nella valle di Prata Sannita, nei pressi del castello medievale del borgo. Il fiume oggi scorre per pochi metri ancora sotterraneo dove forma le grotte carsiche di Caùto, uno spettacolare complesso di cavità naturali. In queste grotte si formano dei magnifici susseguirsi di pozzi d’acqua, dislivelli, piccoli canyon, stalattiti e stalagmiti. Negli anni ’60 viene il lago artificiale di Gallo Matese per sbarramento del corso del fiume, sfruttato per il funzionamento della centrale idroelettrica di Gallo. Il Lete ha una caratteristica storica e letteraria di grande importanza. Infatti è il fiume dell’oblio della mitologia greca e romana. Era originariamente il nome della figlia della dea Eris. Ne parla l’opera latina più famosa di Virgilio, l’Eneide, nel VI libro. È presente anche nel X libro della Repubblica di Platone, dove viene narrato il mito di Er, disceso nell’oltretomba per conoscere i misteri dellareincarnazione delle anime. Questo incredibile fiume viene introdotto anche nella Divina Commedia di Dante Alighieri, esattamente nel Purgatorio, situato nel Paradiso terrestre, sul monte del Purgatorio, dove le anime si lavano purificandosi prima di salire in Paradiso, per dimenticare le loro colpe terrene.

Il fiume, per i comuni che li attraversa, ha una storia e un’importanza unica. Come l’esempio più pratico è lo stabilimento dell’imbottigliamento di acque minerali naturali presente nel borgo di Pratella. Qui già dalla fine dell’800 venivano prese queste acque dalle sorgenti per dissetare non solo la località di Pratella ma anche comuni limitrofi. Il centro storico di questo borgo è tipicamente medievale, arroccato su una collina e costituito da vie strette e tortuose dove si conservano ancora resti di mura e torri. In località Roccavecchia sono stati rinvenuti mattoni, antiche tombe e numerosi reperti che testimoniano la presenza di un insediamento durante l’età sannita. Questo comune ha ricevuto l’autonomia amministrativa nel 1907 distaccandosi proprio da Prata Sannita.

Prata Sannita è situato sul versante meridionale del Matese. Il comune presenta due nuclei abitativi di differente origine: la medievale Prata Inferiore, con il Borgo fortificato e l’imponente castello, e la più recente Prata superiore, costruita su un pianoro in posizione dominante rispetto alla pianura. Il borgo medievale è arroccato intorno al castello e poggia su un costone di roccia che si affaccia a dominare la valle dove scorre ilfiume Lete. Anche in questo territorio si stabilirono i Sanniti come in gran parte dei borghi presenti sul Matese. Nel 1334 i Pandone diventarono i signori di Prata e l’amministrarono per circa 200 anni. Dopo la morte di Enrico nel 1531, il castello passò nelle mani di diverse famiglie ed ebbe inizio la lenta decadenza del luogo. Il primo complesso monumentale risale all’anno Mille ma di questa costruzione non se ne trova alcuna traccia, mentre l’aspetto attuale del castello è quello trecentesco, tipico dell’architettura angioina. Il nuovo centro dista 500 metri dal Borgo Medievale e iniziò a svilupparsi intorno alla fine del Cinquecento quando i contadini abitavano in capanne di paglia e si dedicavano al lavoro dei campi. Nel corso dei secoli questo originario nucleo abitativo si estese sempre di più fino ad inglobare strutture importanti di epoche precedenti come la Chiesa Pancrazio e il Convento di San Francesco del 1460 e consacrato nel 1480 per volere dei conti Pandone. Anche questo territorio venne interessato dal brigantaggio dove, nel 1861, la cittadina partecipò al moto rivoluzionario contro i Piemontesi, appoggiano apertamente il movimento rivoluzionario filo-borbonico.

Come tutti i borghi del Matese, anche questi hanno delle vedute spettacolari, un territorio immerso nel verde e pieno di tradizioni locali e folkloristiche.

Autore

Campano, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali, specializzato in scienze della politica in studi parlamentari all'Università della Sapienza di Roma. Collaborato con RadioSapienza, web tv e giornali web. Direttore della Biblioteca Comunale Safina di Gioia Sannitica. Sono stato presidente del Comitato Sviluppo e Territorio. Appassionato di viaggi internazionali e scrittura pubblicando un primo libro, un giallo ironico, in formato ebook, i segreti di filetto. Il libro è il primo capitolo su 4. Appassionato di storia, soprattutto locale.